mercoledì 25 settembre 2024

Chi è il terrorista?

Elenco degli atti terroristici compiuti dall'Haganà, dalla Banda Stern e dalla Irgun..tramite i quali è nato lo Stato d'Israele! 


Distretto di Haifa

12 feb. 1944, bomba all'ufficio immigrazioni


27 feb. 1944, bomba all'ufficio imposte


23 mar. 1944, bomba alla stazione di polizia


25 luglio 1945, bomba a un ponte ferroviario


31 ott. 1945,  posizionamento di alcune mine nel porto e distruzione delle lance della polizia


9 sett. 1946, assassinio di un poliziotto britannico


21 mar. 1947, distruzione di alcune raffinerie petrolifere


26 apr. 1947, assassinio del capo del Criminal investigation department (Cid) britannico


Distretto di Tel Aviv-Jaffa

23 mar. 1944, bomba alla stazione di polizia


25 apr. 1946, massacro di sette soldati britannici in un raid


2-17 mar. 1947, esecuzione di quattordici cittadini britannici sotto legge marziale


Distretto di Nathanya

29 dic.1946, cattura e fustigazione di un ufficiale dell'esercito britannico


29 luglio 1947, impiccagione di due sergenti britannici; i loro corpi vennero fatti saltare in aria


Distretto di Gerusalemme

12 febbraio 1944, bomba all'ufficio immigrazioni e all'ufficio imposte


23 mar. 1944, bomba alla stazione di polizia


27 sett. 1944, attacco a quattro stazioni di polizia


29 sett. 1944, assassinio di un poliziotto britannico


27 dic. 1944, attacco a una sede della polizia


22 luglio 1946, bomba all'Hotel King David; 91 morti


24 ott. 1946, bombe ai posti di blocco che circondano la città


30 ott. 1946, bomba abbandonata e fatta esplodere in una valigia alla stazione ferroviaria


Il Cairo

6 nov. 1944, assassinio di Lord Moyne


Ferrovie

31 ott. 1945, centinaia di bombe fatte esplodere sulle ferrovie di tutta la Palestina


10 giugno 1946, distruzione di tre treni


16 giugno 1946, distruzione di otto ponti ferroviari intorno ai confini della Palestina



(Fonte: bollettino della guerriglia dal 1939 a oggi, Robin Corbett)

lunedì 18 marzo 2019

Dai il meglio di te..Buon Compleanno Sofia!


13 anni fa nascevi tu..da quel 18 marzo il mio cuore è tornato a battere. Un po' di tempo fa mi hai chiesto "qual è lo scopo dell'essere umano? Perché viviamo?" Io non ho saputo risponderti purtroppo, l'unica cosa che posso dirti è che tu per me sei nata per insegnarmi la vita e continuerai a vivere per imparare dalla vita e per dare sempre il meglio di te. Buon Compleanno dolce Sofia.


"L’uomo è irragionevole, illogico, egocentrico NON IMPORTA, AMALO
Se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici
NON IMPORTA, FA’ IL BENE
Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri nemici
NON IMPORTA, REALIZZALI
Il bene che fai verrà domani dimenticato
NON IMPORTA, FA’ IL BENE
L’onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile NON IMPORTA, SII FRANCO E ONESTO
Quello che per anni hai costruito può essere distrutto in un attimo
NON IMPORTA, COSTRUISCI
Se aiuti la gente, se ne risentirà
NON IMPORTA, AIUTALA
Da’ al mondo il meglio di te, e ti prenderanno a calci
NON IMPORTA, DA’ IL MEGLIO DI TE"
[Madre Teresa di Calcutta]

martedì 11 aprile 2017

Bashar Al Assad non è un dittatore sanguinario.




Bashar Al Assad non è un dittatore sanguinario..inizialmente, quando ha preso la Presidenza della Siria, improvvisamente dopo la morte del fratello designato dal padre, ha portato avanti un piano riformista modernizzando la Siria nel nome del Socialismo, portando benessere e facendo una doverosa separazione tra potere laico e religioso,cosa, nel mondo Arabo, impossibile. La sua sfortuna è stata quella di finire, suo malgrado, ostaggio della sua minoranza Alauita che per potere dinastico ha sempre detenuto il potere a discapito dei sunniti e degli sciiti. La sua azione riformista si è arenata a causa proprio di questo clan parentale non disposto a cedere nulla dei suoi poteri. Ciononostante Bashar Al Assad, uomo di cultura e prestato alla politica del suo paese, è riuscito a preservare la Siria dalle spinte islamiste. Le colpe ascrivibili al suo Regime non sono, pertanto, da imputare a lui, quanto al clan Alauita poco incline ad ascoltare i sunniti e gli sciiti. In ordine poi all'uso dei gas in Siria, ancora oggi non esiste una prova comprovata che le forze Armate Siriane l'abbiano usato, né tantomeno, ovviamente, che Al Assad abbia mai ordinato un simile crimine. Certo, poi ci sono i "convincimenti" USA, senza prove, ma questo è un altro discorso.

Antonino Di Mora - Membro dell'Accademia Italiana di Scienze Forensi sezione criminalistica

martedì 5 luglio 2016

Preghiera di un bambino.."Signore, fammi diventare un televisore".





Un bambino pregava così: "Signore, oggi ti chiedo qualcosa di speciale..fammi diventare un televisore. Vorrei vivere come la tele di casa mia. Vorrei avere una stanza speciale in cui riunire tutti i membri della mia famiglia attorno a me. Essere preso sul serio quando parlo e diventare il centro dell'attenzione, che tutti ascoltino senza interrompere o fare storie. Vorrei sentire l'attenzione speciale che riceve la tele quando non funziona. Avere la compagnia di mio padre quando torna a casa, anche se è stanco per lavoro. Che mia mamma mi cerchi quando è sola ed annoiata, invece di ignorarmi. Che i miei fratelli litighino per avere la mia compagnia. E che possa divertire tutti quanti, anche se per la maggior parte non dirò niente di importante. Vorrei avere la sensazione che lascino perdere tutto per passare qualche momento insieme a me. Signore, non chiedo molto..solo di vivere come vive qualunque televisore." 
(tratto dal libro "PNL con i bambini" - Eric de la Parra Paz)

mercoledì 22 giugno 2016

La perfezione mi fa schifo. di Charles Bukowski




«La perfezione mi fa schifo, mi repelle. Tutte quelle donne e quegli uomini che cercano la perfezione negli stereotipi creati dalla società mi fanno venire il vomito. Fottuti manichini di carne, senza personalità o amore per se stessi. Stessi vestiti, stessa musica, stesse espressioni, stessi cibi, stesse scopate, stesse auto, stesse vite…e alla fine? Stessi suicidi neurali di massa. Perché vivere come un automa è senza ombra di dubbio un suicidio. Quando tutti si è uguali, tutti si è nessuno. La perfezione è un uccellino in gabbia che vive, mangia, caga e muore con il solo scopo d’essere ammirato. Io voglio vivere libero, spiumato, infreddolito, denutrito ma libero». 

Charles Bukowski

lunedì 20 giugno 2016

I diritti sono universali? - di Antonino Salerno



Che angoscia vedere questa povera gente, intere famiglie che fuggono dalle guerre scatenate spesso da noi a casa loro, dalla morte per fame, abbandonate a se stesse, disprezzate e trattate come appestati, come seccanti disturbatori delle nostre feste e del decoro cittadino. Famiglie costrette a viaggi infernali all'epoca di Easy jet, mentre noi svolazziamo allegramente a destra e manca per il week end. Le istituzioni europee mostrano la vera faccia del loro populismo ipocrita fatto di belle e edificanti parole per le prediche domenicali, democrazia, uguaglianza, diritti umani, giornata dell'infanzia e della donna e di ferocia per il resto della settimana. Fortunatamente le persone comuni sentono la vicinanza a questi loro simili in gravissima difficoltà e fanno quel che possono. I diritti o sono universali o sono solo regole per includere alcuni ed escludere altri.

Antonino Salerno

mercoledì 8 giugno 2016

Io sto dalla parte dell'infelicità. Fabrizio Caramagna



Apprezzo i vostri status sulla "vita che va vissuta" e la "felicità che va colta" e "un giorno senza sorriso è un giorno perso" e "il danzare anche sotto la pioggia" e "il sole che ride", ma io sto dalla parte dell'infelicità.
Senza l'infelicità non ci sarebbe mai stata l'arte, la musica e la letteratura.
Un uomo felice non avrebbe mai creato la Cappella Sistina e la Quinta Sinfonia e Amleto e Apocalypse Now. E forse non sarebbe mai andato sulla luna.


Fabrizio Caramagna

lunedì 30 maggio 2016

Tutti noi siamo Marcos





(dal comunicato del 28 maggio 1994)
 
"Marcos è gay a San Francisco, nero in Sudafrica, asiatico in Europa, chicano a San Isidro, anarchico in Spagna, palestinese in Israele, indigeno nelle strade di San Cristóbal, ragazzino di una gang a Neza, ebreo nella Germania nazista, ombudsman nella Sedena, femminista nei partiti politici, comunista nel dopo Guerra fredda, detenuto a Cintalapa, pacifista in Bosnia, mapuche nelle Ande, maestro nella Cnte, artista senza galleria o cartelle, casalinga un sabato sera in qualsiasi quartiere di qualsiasi città di qualsiasi Messico, guerrigliero nel Messico della fine del XX secolo, scioperante nella Ctm, reporter di note di riempimento nelle pagine interne, maschilista nel movimento femminista, donna sola nella metro alle 10 di sera, pensionato annoiato nello Zócalo, contadino senza terra, editore marginale, operaio disoccupato, medico senza impiego, studente anticonformista, dissidente nel neoliberismo, scrittore senza libri né lettori e, certamente, zapatista nel sud-est messicano. Marcos è tutte le minoranze rifiutate e oppresse, resistendo, esplodendo, dicendo "¡Ya basta!" – Ora Basta! Tutte le minoranze nel momento di parlare e maggioranze nel momento di tacere e sopportare. Tutti i rifiutati cercando una parola, la loro parola, ciò che restituisca la maggioranza agli eterni frammenti, noi. Tutto ciò che dà fastidio al potere e alle buone coscienze, questo è Marcos. E, per questo, tutti noi che lottiamo per un mondo diverso, per la libertà e l'emancipazione dell'umanità, tutti noi siamo Marcos". 

giovedì 5 maggio 2016

Non esiste un'armata islamica o un gruppo terroristico.

“La verità è che non esiste un’armata islamica o un gruppo terroristico chiamato al Qaeda e qualsiasi ufficiale dell’Intelligence abbastanza informato lo sa bene. 

Esiste però una campagna di propaganda per far credere al pubblico di essere in presenza di un’identità indefinita che rappresenta il Male, solo per portare le persone ad accettare una leadership internazionale che combatterebbe il terrorismo. Dietro a questa propaganda ci sono gli Stati Uniti.” 

(Robin Cook, ex ministro degli Esteri britannico)

mercoledì 10 febbraio 2016

Giulio Regeni, ucciso nell'indifferenza del silenzio.



Giulio Regeni, un italiano...seviziato per NOVE giorni al Cairo perchè scambiato erroneamente (??) per una spia. Volevano a tutti i costi delle informazioni che lui non poteva sapere, era un semplice ed eccellente ricercatore, e per questo lo hanno ammazzato, dopo una terribile agonia e con una tale efferatezza da far rabbrividire chiunque. Aveva appena iniziato a scrivere per il quotidiano Il Manifesto, i suoi articoli rappresentavano la cruda realtà di un popolo colpito dalla "dittatura democratica" (così la chiamo io) di El Sisi, articoli talmente dettagliati ed obiettivi che soltanto leggendoli sembrava di vivere in mezzo al popolo egiziano. Un'altra vittima dell'ingiustizia, un'altra voce innocente ucciso nell'indifferenza del silenzio.

Silvia Franceschini

giovedì 4 febbraio 2016

Famiglie e luoghi comuni. di Silvia Franceschini


Le famiglie tradizionali etero non sono tutte composte da mariti e padri violenti, pervertiti, traditori ed assassini, come le nuove unioni gay non sono tutte composte da persone dolci, servizievoli, piene di amore e che non tradiscono mai. Gli etero non sono tutti mostri, come i gay non sono tutti santi.


Silvia Franceschini

sabato 23 gennaio 2016

Lo schiaffo è una bomba che scoppia in faccia (di Alberto Pellai)


 
Lo schiaffo è una bomba che scoppia in faccia
Fa sì che un bambino per sempre taccia.
Fa male alla pelle ma ancor di più
Mi affoga nell’ansia e non vengo più su.
Se credi che per riuscire a calmarmi
Lo schiaffo ti serve e può fermarmi
Ti dico che invece uno schiaffo è una bomba
Che spinge noi bimbi a un silenzio di tomba.
Così non potremo mai più raccontare
Che cosa ci aveva fatto arrabbiare.
A volte un capriccio vuol farti capire
Che provo qualcosa che non riesco a dire.
Ho poche parole e molti pensieri
Per dirti che anch’io ho momenti neri.
Se provo paura, ho il cuore in subbuglio
A volte qualcosa ti dico e farfuglio
Ma spesso è più facile per un bambino
Star zitto e fare il birichino.
Lo so che non devo farti arrabbiare
Ma a volte non mi so proprio fermare.
Tu mettimi allora in castigo e se puoi
Non darmi mai schiaffi è il patto fra noi.

(Tratto dal libro "Nella pancia del papà - di Alberto Pellai)

lunedì 4 gennaio 2016

"Così tra poco riavremo finalmente la schiavitù"




"Dove c’è lavoro per uno, accorrono in cento. Se quell’uno guadagna trenta cents, io mi contento di venticinque. Se quello ne prende venticinque, io lo faccio per venti. No, prendete me, io ho fame, posso farlo per quindici. Io ho bambini, ho bambini che han fame! Io lavoro per niente; per il solo mantenimento. Li vedeste i miei bambini! Pustole in tutto il corpo, deboli che non stanno in piedi. Mi lasciate portar via un po’ di frutta, di quella a terra, abbattuta dal vento, e mi date un po’ di carne per fare il brodo ai miei bambini, io non chiedo altro. E questo, per taluno, è un bene, perché fa calare le paghe rimanendo invariati i prezzi. I grandi proprietari giubilano, e fanno stampare altre migliaia di prospettini di propaganda per attirare altre ondate di straccioni. E le paghe continuano a calare, e i prezzi restano invariati. Così tra poco riavremo finalmente la schiavitù".

 (John Steinbeck, Furore, 1939)

martedì 8 dicembre 2015

"Creare problemi e poi offrire le soluzioni"...e Marine Le Pen vince.


 
Una delle dieci strategie della manipolazione mediatica di Noam Chomsky recita così.."Creare problemi e poi offrire le soluzioni.
Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che sia il pubblico a richiedere le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici".
Ebbene, come volevasi dimostrare, subito dopo gli attentati di Parigi, ecco la vittoria del Fronte National di Marine Le Pen, partito di estrema destra con a capo una leader sionista.
Silvia Franceschini

lunedì 7 dicembre 2015

"Gideon Levy e la guerra degli inganni" di Riccardo Bottazzo

Un israeliano come tanti. Nato e cresciuto in una Tel Aviv in perenne stato d’assedio e bombardato sin dai primi anni di scuola dalla macchina della propaganda. Così si racconta il giornalista Gideon Levy ai ragazzi del liceo artistico Guggenheim di Venezia che ha incontrato nell’aula magna del loro istituto giovedì scorso. Un israeliano come tanti con soltanto una particolarità in più.
Lui, si è fatto delle domande. 


Sin da bambini ci raccontano che le sole vittime siamo noi, che gli arabi vorrebbero buttarci tutti a mare, che il nostro esercito è il più morale del mondo, che è cosa normale accettare la brutalità di quanto accade a pochi metri da noi, che non ci sono alternative a questo stato di cose. Quando ho cominciato a fare il giornalista ed a girare per i territori palestinesi, ho cominciato a chiedermi come tutto ciò fosse possibile. Come può essere il più morale del mondo un esercito che massacra donne e bambini? Come può una società come quella israeliana che, se un terremoto sconquassa Haiti è la prima a portare soccorso, possa convivere con tutto questo orrore? Eppure, se fate queste domande ad un israeliano, vi risponderà offeso che sono loro, le vere vittime“.
Gideon ricorda Golda Meir, una delle fondatrici dello Stato di Israele, che ripeteva “Non perdoneremo mai ai palestinesi di averci costretto ad ammazzare i loro bambini”. Ma c’è qualcosa di sbagliato in tutto questo. E Gideon Levy se lo è chiesto, prima ancora che come ebreo, come vero giornalista.
L’idea che noi siamo il popolo eletto è radicata in Israele non solo tra i religiosi ma anche in chi non è credente e non lo ammetterebbe mai: ‘Noi siamo l’élite dei popoli della terra, noi siamo le più grandi vittime della storia. Dopo l’Olocausto, noi abbiamo il diritto di fare quello che vogliamo, di prenderci tutto quello che ci aggrada’. Nella storia dell’uomo ci sono tante occupazioni ma quella di Israele in Palestina è l’unica in cui gli aggressori si presentano come vittime. ‘Noi non vorremmo occupare ma siamo costretti a farlo! I palestinesi sono dei mostri e ci ucciderebbero tutti se potessero’ ”.
Una spessa coperta di bugie che è dura da sollevare perché è saldamente cucita da tutti i settori della società israeliana, dall’esercito all’istruzione, dal governo ai servizi segreti, dai mass media ai lettori.
Non c’è particolare censura nel mio Paese. Sono i giornalisti che non vogliono raccontare la verità. Preferiscono tranquillizzare i loro lettori raccontando la frottola che tutto va bene. Dissenso? Certo. Ci sono numerosi, eroici, gruppi di ebrei che si battono per i diritti umani, ma sono assolutamente minoritari. Inoltre, nessun giornale dà loro spazio e li bolla anzi come traditori. Io, che ho raccontato la vera occupazione di Gaza, ho dovuto girare con la scorta. E quando ho scritto che trattiamo i palestinesi come animali, mi sono arrivate centinaia di lettere di protesta… ma da parte delle associazioni di tutela degli animali!”
Alle basi di quanto accade, sostiene Levy, c’è il tacito consenso della comunità internazionale che, per comodo o per sensi di colpa non ancora superati, consente ad Israele di fare ciò che non permetterebbe mai ad altre nazioni. Quello che è apartheid in Sudafrica, in Israele è legittima difesa.
Eppure cosa è, se non apartheid, quanto accade da noi? Fino a quando Israele non pagherà a livello internazionale il prezzo della sua arroganza, non ci sarà speranza in Palestina”.
La pace, spiega Gideon, passa lungo la strada della democrazia. Inutile farsi illusioni sulla vecchia proposta “Due popoli, due Stati”.
Ci sono 600mila coloni nei territori occupati. Non vedo nessun politico che voglia o abbia la capacità di sgomberarli. E, d’altra parte, il Governo ha permesso la colonizzazione dei territori proprio per scongiurare la creazione di uno Stato autonomo palestinese. A questo punto, sperare di salire su questo treno già partito, sarebbe solo una perdita di tempo. Dobbiamo capire cosa è Israele oggi e renderci conto che, in realtà, Israele è tre Stati. Il primo, democratico e difensore dei diritti civili, con i suoi cittadini ebrei. Il secondo, quello della discriminazione nei confronti dei suoi cittadini di origine palestinese. Il terzo, quello dell’apartheid, quello che uccide e tortura le donne, gli uomini e i bambini dei territori occupati. Questo triplice sistema deve essere abbattuto con la formula: un solo Stato per tutti, con uguali diritti per tutti. Le colonie? Restino, ma su una base democratica. Ma per arrivare a ciò, la comunità internazionale deve rendersi conto che Israele è uno Stato come gli altri e non gli è permesso discriminare in base alla razza. Proprio come non è stato consentito di farlo al Sudafrica. Inutile sperare che cambi qualcosa all’interno della società israeliana o che il Governo israeliano conceda a tutti gli stessi diritti, se ciò non gli verrà imposto con sanzioni e la perdita di finanziamenti dall’Europa e dagli Stati Uniti. Non vedo altri sistemi capaci di porre fine alle sofferenze del popolo di Palestina”.
Gideon Levy conclude con un messaggio di speranza.
Nella storia, gli avvenimenti accadono spesso inaspettati. Penso al muro di Berlino e alla caduta dell’impero sovietico. Chi se lo sarebbe aspettato, solo qualche mese prima? Proprio come quegli alberi che ammiriamo alti e forti. Poi, improvvisamente un giorno, li vediamo crollare e scopriamo che erano marci dentro. E io non riesco ad immaginarmi nulla di più marcio dell’occupazione israeliana in Palestina”. 

Riccardo Bottazzo

lunedì 30 novembre 2015

Se ci fosse rispetto tra tutte le religioni le guerre non esisterebbero. di Silvia Franceschini

I conflitti religiosi sono sempre esistiti, a partire dalle crociate fino
ai giorni nostri; basti guardare l'Irlanda del Nord tra nazionalisti
cattolici ed unionisti, in Bosnia tra i croati cattolici e i serbi

ortodossi (tant'è che una delle ultime partite di calcio venne sospesa a causa degli scontri violenti tra le due tifoserie), in Ucraina tra cattolici ed ortodossi, in Iran e in Iraq tra sciiti e sunniti, in Kenya tra musulmani e cristiani, nello Sri Lanka tra buddisti e indù, in Palestina tra ebrei ed arabi musulmani...fino all'ISIS (religione inventata). 

C'è chi dice che se non ci fossero le religioni le guerre cesserebbero...io invece affermo che se ci fosse rispetto tra tutte le religioni le guerre non esisterebbero.
Il fatto poi che questi conflitti religiosi vengano sfruttati, utilizzati come pretesto dai poteri forti per i propri scopi economici è una mera conseguenza. 

Silvia Franceschini

venerdì 20 novembre 2015

Intervista a Bashar al Assad sugli attentati di Parigi.



D. Che cosa pensa di quanto è successo a Parigi Venerdì? 
R. Per prima cosa offriamo le nostre condoglianze alle famiglie francesi che ieri hanno perso dei cari. Noi siamo quelli più vicini a questa situazione che possano capire quanto è successo ieri in Francia, perchè stiamo soffrendo per questo tipo di terrorismo da almeno cinque anni.
Quello che è accaduto ieri in Francia non può essere separato da ciò che è successo a Beirut, due giorni fa, perchè questo è il terrorismo. Ecco perchè non dovete considerare il terrorismo diverso a secondo delle zone in cui opera. Non dovete guardare soltanto alla Siria, allo Yemen, alla Libia, alla Francia...attualmente è un'unica arena in tutto il mondo.

D. I servizi di intelligence siriana sanno se gli individui che hanno compiuto questo gesto venivano dalla Siria o erano in contatto con qualche gruppo in Siria?
R. No, non abbiamo nessuna informazione su quanto accaduto, ma qui non si tratta di sapere i nomi, chi è stato e chi no. Avevamo messo in guardia tre anni fa su quello che poteva succedere in Europa ed avevamo detto di non intromettersi nella situazione siriana. Diventerà un terremoto che si sentirà in tutto il mondo e, sfortunatamente, le autorità europee non hanno ascoltato quello che dicevamo. Pensavano fossero delle minacce e non hanno imparato nulla dai fatti dell'inizio dell'anno, da Charlie Hebdo.
Fare dichiarazioni contro il terrorismo non significa nulla, il terrorismo dovete andare a combatterlo, dovete seguire una politica giusta e corretta. 

D. La Siria è pronta a combattere insieme alla Francia contro il terrorismo e ad aiutare l'Intelligence francese se lo dovessero richiedere?
R. Non lo devono chiedere, devono solo essere seri, allora saremo pronti a combattere il terrorismo insieme a loro. Siamo pronti a combattere il terrorismo insieme a chiunque voglia farlo seriamente e il governo francese attualmente non è serio. 

D. Ha un messaggio per il presidente francese Hollande?
R. Che lavori per la sicurezza e gli interessi del suo popolo, e c'è una domanda che ogni francese dovrebbe porsi: La politica francese, negli ultimi cinque anni, ha fatto qualcosa di buono per i francesi? Sembra di no. Allora la prima cosa che gli chiedo è di lavorare per gli interessi dei francesi, e se vuole farlo deve cambiare la sua politica. 

D. Quali sono le condizioni perchè il governo siriano ed il governo francese lavorino insieme, o che i servizi siriani lavorino con quelli francesi?
R. Non si può parlare di cooperazione di intelligence senza una cooperazione politica. Non si può parlare di cooperazione di intelligence per combattere il terrorismo quando allo stesso tempo la vostra politica, la politica del vostro stesso governo, va nella direzione di sostenere il terrorismo. Questo è quello che intendo per "essere seri".  


venerdì 13 novembre 2015

Fiamma Nirenstein: "Israele ha occupato la West Bank LEGALMENTE" di Silvia Franceschini



Questa mattina, mentre sorseggiavo comodamente e serenamente un buon cappuccino, ho acceso involontariamente la tv e sempre involontariamente mi sono sintonizzata su Canale 5! La mia tranquillità è stata immediatamente interrotta dalla visione della faccia in primo piano della sionista Fiamma Nirenstein (designata come prossima ambasciatrice dello stato di Israele in Italia, dal premier Netanyahu), mentre scorrevano le immagini sconvolgenti dell'ISIS e di donne con il burca, accompagnate dalla sua voce al telefono. In risposta alle domande del giornalista Maurizio Belpietro pronunciava queste parole (io le definirei menzogne allo stato puro).."palestinesi terroristi; c'è una specie di israelofobia, che è la nuova forma di antisemitismo che rischia di diventare un fenomeno clamoroso che riporta l'Europa a più di 50 anni fa; Israele viene accusato di tutte le peggiori falsità..qui bisogna cambiare marcia se non vogliamo vedere altri accoltellamenti, se non vogliamo vedere altri omicidi come a Bruxelles o a Tolosa; si accusa Israele di essere un Paese di Aparthide, mentre se solo vai in un ospedale israeliano, malati e medici, ebrei e arabi stanno letto a letto fianco a fianco; si accusa israele di pulizia etnica, mentre il numero dei palestinesi è enormemente aumentato invece che diminuito; la si accusa di volere uccidere i giovani palestinesi soltanto perchè c'è una reazione nei confronti di quelli che con i coltelli si avventano addosso ai civili, ai poveracci che camminano per le strade..."
Ma poi ne ho sentita una davvero clamorosa uscire dalla sua bocca.."la questione delle colonie risale al 1967, quando ci fu una guerra in cui la Giordania insieme ad altri paesi arabi attaccò Israele, e la West Bank che apparteneva alla Giordania fu occupata, legalmente (!) da Israele, perchè vinse questa guerra"!!! Quindi a dire della Nirenstein queste terre colonizzate sarebbero occupate LEGALMENTE. Secondo questa sua perversa teoria. i prodotti provenienti dalla West Bank sarebbero di appartenenza di Israele, perchè Israele ha occupato quelle terre LEGALMENTE.
Questo è il risultato di una caparbia ed assidua campagna denigratoria nei confronti dei palestinesi che Israele, tramite i suoi fantocci sparsi per il mondo come la Nirenstein, ci propina da decenni.
L'accusa di antisemitismo è stata creata da Israele per permettere ai sionisti di commettere le loro nefandezze nei confronti dei palestinesi in assoluto silenzio...carnefici, quindi, ma vittime agli occhi dell'Occidente.


Silvia Franceschini

giovedì 12 novembre 2015

Migranti si, terremotati no. (di Silvia Franceschini)



E anche la città di Trieste ha deciso di offrire 400 euro al mese a tutte quelle famiglie che vorranno ospitare un migrante a casa loro. Nulla da obiettare...la soluzione sarebbe ottimale. Il mio pensiero però è andato subito a tutti quei "commentatori" accalliti moralisti buonisti perbenisti di Facebook che con uno schiocco di tastiera accusano di razzismo, fascismo, salvinismo chi invece cerca semplicemente di destarli da questo piano perverso occidentale...e la domanda che mi sorge spontanea è: questi buonisti accoglieranno mai i poveri migranti, che tanto difendono, in casa loro?! 

Poi il mio pensiero ha continuato a girovagare fino a raggiungere tutte quelle centinaia di migliaia di terremotati di Emilia e de L'Aquila che dopo anni ancora vivono in totale degrado ...sia da parte delle istituzioni che da quei moralisti buonisti perbenisti. Ricordo un' intervista ad una signora, aveva dichiarato che per un anno intero ospitò in casa sua un'intera famiglia di terremotati, gratis! Qualcuno si chiede perchè tanta accortezza (doverosa, per carità) e tanta compassione per i migranti  e niente per i terremotati? 

Silvia Franceschini

martedì 10 novembre 2015

Tzipi Livni e le sue radici terroristiche.


Il ministro degli Esteri israeliano, Tzipi Livni, afferma che il suo governo non avrà rapporti con Hamas, perché sono terroristi. Il padre di Tzipi Livni era Eitan Livni, il capo delle operazioni dell'organizzazione terroristica Irgun Zvai Leumi, che ha organizzato l'attentato esplosivo dell'Hotel King David di Gerusalemme, in cui perirono 91 vittime, di cui quattro ebrei. Israele è stato partorito dal terrorismo ebraico.
Terroristi ebraici impiccarono due sergenti britannici e fecero esplodere i loro cadaveri.
Irgun, insieme con la banda terrorista Stern, nel 1948 massacrò 254 palestinesi nel villaggio di Deir Yassin.

(Gerald Kaufman, deputato laburista. 15 gennaio 2009)