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lunedì 30 novembre 2015

Se ci fosse rispetto tra tutte le religioni le guerre non esisterebbero. di Silvia Franceschini

I conflitti religiosi sono sempre esistiti, a partire dalle crociate fino
ai giorni nostri; basti guardare l'Irlanda del Nord tra nazionalisti
cattolici ed unionisti, in Bosnia tra i croati cattolici e i serbi

ortodossi (tant'è che una delle ultime partite di calcio venne sospesa a causa degli scontri violenti tra le due tifoserie), in Ucraina tra cattolici ed ortodossi, in Iran e in Iraq tra sciiti e sunniti, in Kenya tra musulmani e cristiani, nello Sri Lanka tra buddisti e indù, in Palestina tra ebrei ed arabi musulmani...fino all'ISIS (religione inventata). 

C'è chi dice che se non ci fossero le religioni le guerre cesserebbero...io invece affermo che se ci fosse rispetto tra tutte le religioni le guerre non esisterebbero.
Il fatto poi che questi conflitti religiosi vengano sfruttati, utilizzati come pretesto dai poteri forti per i propri scopi economici è una mera conseguenza. 

Silvia Franceschini

sabato 24 ottobre 2015

"Dobbiamo uscire dalla logica che ci accusa di essere antisemiti" di Moni Ovadia




"Dobbiamo uscire dalla logica che accusa di essere antisemita chiunque voglia porre problemi sulla questione palestinese. Dobbiamo in modo perentorio e fermo rifiutare le accuse di antisemitismo, che sono solo uno strumento di aggressione per impedire la libertà del discorso. Dobbiamo denunciare questa censura.
Grazie ad Ilan Pappé ho avuto un ribattesimo..ero stato battezzato come 'ebreo antisemita', ho scoperto di essere solo un 'ebreo anticolonialista'."


 

 




Moni Ovadia, Convegno "Europa e Medio Oriente: dialoghi con Ilan Pappé" - Roma, 16 febbraio 2015

lunedì 28 settembre 2015

Martin Luther King.."Have you got a dream"?! Non per la Palestina!


Estratto da “Letter to an Anti-Zionist Friend”, di Martin Luther King [1]  

“(…) Tu dichiari, amico mio, che tu non odi affatto gli Ebrei, che tu sei solamente anti-sionista. Per questo dico che la verità risiede sulla cima della montagna, e che i suoi echi risuonano nelle verdi vallate della terra di Dio. Quando le persone criticano il sionismo, esse pensano agli Ebrei, e questa è  la verità di Dio.
L’antisemitismo, l’odio nei confronti del popolo ebraico, è stata e rimane una macchia sull’anima dell’umanità. Siamo pienamente convinti su  questo punto. E, di conseguenza, sappiamo anche questo: anti-sionismo significa intrinsecamente anti-semitismo e sarà sempre così.
Perché? Per il semplice motivo che il sionismo è niente meno che il sogno e l’ideale del popolo ebraico di tornare a vivere in pace nella propria terra. Il Popolo ebraico, ce lo dicono le Scritture, un tempo ha potuto vivere unito in Terra Santa. Gli ebrei sono stati espulsi dai tiranni romani, quegli stessi Romani che hanno crudelmente ucciso Nostro Signore. Condizionati dal pensiero della loro patria, ossessionati dal ricordo della loro nazione in cenere, il popolo ebraico è stato costretto a vagare in tutto il mondo. Ancora una volta, un’ennesima volta, il popolo ebraico è caduto nelle mani di un tiranno che lo ha sottomesso.
Il Popolo Nero conosce, amico mio,  che cosa significhi soffrire i tormenti della tirannia sotto un giogo a lui imposto. I nostri fratelli in Africa hanno pregato, invocato, chiesto, preteso il riconoscimento e la realizzazione del proprio diritto naturale a vivere in pace per diritto naturale nel proprio paese. Per chi anela a conquistare questo diritto inalienabile di tutta l’umanità, dovrebbe essere facile comprendere e sostenere il diritto del popolo ebraico a vivere sulla terra dell’antica Israele. Tutti gli uomini di buona volontà, dovrebbero esultare al compimento della promessa fatta da Dio per il suo popolo, che possa vivere nella gioia sulla sua terra “ricostruita” da loro e prima rubata.

Questo è il sionismo, niente di più, niente di meno.

Se ritieni che il Popolo ebraico meriti di avere uno Stato indipendente, allora sei un sionista. E’ così facile.
Sionismo non è una parolaccia. Si tratta di un credo che rafforza il diritto legittimo del popolo ebraico al’auto-determinazione.
Non devi essere un Ebreo per essere un sionista., allo stesso modo non è necessario essere una donna per essere una femminista, o una persona di colore per credere nella parità di diritti dei Neri.
Essere un sionista non significa ritenere che Israele sia perfetto o non faccia errori. E’ possibile sostenere l’aspirazione nazionale palestinese, e ancora essere un sionista. Come sionista è possibile essere in disaccordo con le politiche d’Israele, criticare apertamente il suo governo. E’ possibile intervenire per sollecitare i governanti israeliani a modificare il loro operato, fino a rimostrare nei loro confronti.
Ma non si può togliere il diritto ad Israele di esistere come Stato sovrano
per il popolo ebraico.

E che cos’è l’anti-sionismo?

E’ la negazione al popolo ebraico di un diritto fondamentale, che noi reclamiamo giustamente per la gente d’Africa e che deve essere giustamente accordato a tutte le nazioni della terra. Questa è una discriminazione contro gli Ebrei, amico mio, solo perché sono ebrei. In una parola è anti-semitismo. L’antisemita coglie ogni occasione per esprimere il suo odio criminale nei confronti degli ebrei. Il tempo ha reso impopolare in Occidente proclamare apertamente il suo odio nei confronti degli ebrei. Stando così le cose, l’anti-semita deve inventare ogni volta nuove forme e nuovi preconcetti per il suo veleno.  Come dovrebbe gioire per questa nuova mascherata! Egli non odia gli ebrei, è soltanto anti-sionista. Amico mio, io non t’accuso deliberatamente di antisemitismo. So che è nel giusto chi sente come me un profondo amore per la verità e la giustizia, una repulsione per il razzismo, i pregiudizi, le discriminazioni. Ma io so che tu hai sbagliato, analogamente agli altri Stati che ritengono si possa essere anti-sionista, pur rimanendo fedeli ai principi che condividiamo sinceramente di cuore entrambi, tu ed io.
Anelo nel profondo del cuore e dell’anima che comprendiate questo. Quando le persone criticano il sionismo, si sbagliano: pensano agli Ebrei.

Martin Luther King 

[ 1 ] Saturday Review – XLVII (août 1967), p. 76 Rééd. Ristampa. p. 76.
In MLKing Jr,: “This I Believe: Selezioni da Scritti del Dr. Martin Luther King Jr” – (NY:1971), pp. 234-235.
Tratto da L.D.J (05/2005)




domenica 16 agosto 2015

SIONISMO: PURCHE' NON SE NE PARLI - di Diego Siragusa

I grandi mezzi di comunicazione si rifiutano di recensire il primo volume della trilogia di Alan Hart: “SIONISMO: IL VERO NEMICO DEGLI EBREI”, me lo ha comunicato l’ufficio stampa dell’editore Zambon. 

Si tratta di un’opera che ho tradotto e introdotto per i lettori italiani. Un atto d’accusa documentatissimo sui metodi adottati dai sionisti per spartire la Palestina all’Onu ricorrendo a minacce e pressioni. Un capitolo e’ dedicato al suicidio “incredibile” del Segretario alla Difesa americano James Forrestal, l’unico dei ministri vicini al presidente Truman che si era fermamente opposto alla spartizione della Palestina e alla costituzione dello stato alieno di Israele. Quest’opera integra il mio precedente lavoro che riguardava IL TERRORISMO IMPUNITO con testimonianze e documenti di prim’ordine. 

Alan Hart era amico intimo di Golda Meir e Yasser Arafat. Conoscitore come pochi del Medioriente , ha scritto un’opera monumentale che tutti dovrebbero leggere e sulla quale , in una societa’ veramente libera, si dovrebbe fare un’aperta discussione. Così non e’. Qualche giorno fa, una mia amica giornalista che lavora per un grande giornale, ha voluto scrivere un articolo su questa censura subdola che colpisce il libro. Ebbene, i responsabili di redazione le hanno respinto l’articolo. 

Ormai e’ evidente che raccontare la verita’ sul sionismo, sugli ebrei e sul governo criminale di Israele e’ proibito in quasi tutti i paesi occidentali. Questo e’ il sionismo e il suo progetto di dominio del mondo. Il filosofo Gianni Vattimo mi ha confidato che, da quando e’ un attivo sostenitore della causa palestinese, i giornali, in particolare LA STAMPA di Torino, non pubblicano piu’ i suoi articoli. Quindi, che fare? L’unica via consiste nell’uso capillare della rete e dei siti web per un’azione sistematica di controinformazione . Ormai radio, TV e grandi giornali sono controllati dai sionisti e dai loro obbedienti maggiordomi. 

Diego Siragusa

domenica 12 aprile 2015

Ebrei contro l'occupazione: "25 aprile anche con i palestinesi"

Ebrei contro l'oocupazione: "25 aprile anche con i palestinesi"


Ricorre quest’anno il 70° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Noi celebriamo con gioia la fine nel 1945 della mortale oppressione in Italia ed in Europa, e con commosso ricordo celebriamo coloro che hanno combattuto e sofferto e dato il meglio di sé stessi, anche la vita, per ripristinare in Italia e nel mondo le condizioni per una vita fraterna e civile. Tra tutti costoro non distinguiamo per nazionalità: ci è grato ricordarli tutti, italiani, sovietici, jugoslavi, europei occidentali di tutte le nazioni, americani del Nord e del Sud, donne e uomini di tutto il mondo.
Vogliamo qui ricordare anche i Resistenti tedeschi: alcuni come gli studenti della Rosa Bianca che hanno pagato con la vita la loro ribellione alla crudele violenza nazista; ricordiamo con commozione i Bonhoeffer, i Willy Brandt ed altri nomi noti: ma anche coloro che, non inquadrati in nessuna organizzazione conosciuta e rimasti anonimi, hanno nei fatti del loro comportamento personale preparato il risorgere della Germania che oggi fa parte dei Paesi liberi, dopo aver seppellito l’infamia del nazismo. I più anziani tra noi ne ricordano alcuni: la loro umanità è riuscita a resistere all’infamia dell’ubbidienza agli ordini della Nazione governata dal Nazismo, che in quegli anni tragici aveva fatto adepti in molti Paesi Europei, tra cui l’Italia fascista era stata, tragicamente, un precursore.
Con orgoglio ricordiamo che da quella lotta per Libertà, Giustizia ed Uguaglianza è nata la nostra Repubblica Italiana fondata su quei valori, che sono stati sanciti nella Costituzione repubblicana (purtroppo tuttora inapplicata in buona parte), una delle più intelligenti ed umane esistenti. E’ tale proprio perché è stata elaborata dai membri di una Assemblea Costituente eletta dal popolo italiano, dove erano persone che rappresentavano modi di pensare e di sentire la vita della società molto diversi tra loro: tra loro vi erano rappresentanti cattolici di varie tendenze politiche, socialisti, comunisti, liberali. Diversi nel pensare la vita della società civile, ma tutti decisi ad organizzare una società unita da una comune, forte volontà: quella di organizzare un viver civile libero e accettabile per tutti, nel comune intento di cercare insieme, nella concordia e nella pace, le soluzioni ai problemi della convivenza civile. Tutti, dunque, antifascisti: una parola che riassume una serie di valori eticamente e politicamente positivi.
Grazie a questa volontà comune dei Costituenti, la Costituzione che ne è derivata è stata accettata anche da molti Italiani che alla Resistenza non avevano partecipato affatto, per diffidenza o timore, per incomprensione del nuovo che avanzava e dei suoi modi di avanzare, in tutti i campi: dalla lotta di Resistenza ai suoi frutti politici. Il passaggio dalla monarchia alla Repubblica, lo stabilire il primato dei diritti del lavoro e dei lavoratori, i diritti fondamentali all’istruzione, alla sanità, alla pace con gli altri popoli come imperativo categorico ( art. 11 della Costituzione).
Per noi, il celebrare l’anniversario della Liberazione ha questi significati: che sono incompatibili con l’esaltazione della forza delle armi in costose parate militari. E sono incompatibili anche con la partecipazione di chi non accetti i principi sopra ricordati.
La bandiera di Israele rappresenta il Paese che di continuo ha aggredito ed oppresso il popolo palestinese, e solo pochi mesi orsono ha provocato oltre 2200 morti, per la maggior parte civili, comprese alcune centinaia di bambini: quella bandiera non può sfilare insieme alle bandiere della Liberazione. Mentre onoriamo i combattenti di allora nella Brigata Ebraica che ha combattuto come parte dell’Esercito Britannico nella 2a Guerra Mondiale anche in Italia - così come le migliaia di combattenti arabi palestinesi nell'ambito dell'esercito Britannico (sia all'interno del Palestine Regiment, a fianco di combattenti ebrei palestinesi, che in altre unità) - non possiamo accettare che partecipi alla festa della Liberazione la bandiera di uno stato, Israele, che sta opprimendo da 67 anni il popolo Palestinese, avendogli occupato la Terra e tolto i diritti umani e politici. Non ci stancheremo mai di ricordare che la bandiera di Israele non è la bandiera degli Ebrei, né della religione ebraica: è solo la bandiera di uno Stato oggi oppressore e negatore dei principi della nostra Costituzione.
I partigiani appartenenti a famiglie ebraiche che hanno combattuto nella Resistenza italiana sono onorati come ed insieme a tutti gli altri combattenti italiani della Resistenza: nè loro avrebbero accettato di essere considerati diversi, per l’essere ebrei, dagli altri Resistenti. Avendoli conosciuti, attraverso i loro scritti ed alcuni di persona, pensiamo che si ribellerebbero all’essere separati dai loro compagni di lotta antifascista. 

Rete Eco - Ebrei contro l'occupazione


FONTE: http://contropiano.org/interventi/item/30173-ebrei-contro-l-oocupazione-25-aprile-anche-con-i-palestinesi

sabato 4 aprile 2015

"La Shoah degli ebrei in Israele è una pazzesca invenzione senza base". di Ariel Toaff


"La Shoah degli ebrei in Israele e' una pazzesca invenzione senza base. Israele non vive terrorizzata dall'antisemitismo. La diaspora deve decidere, senza appellarsi ad avvocati difensori di comodo e intercambiabili.
L'occupazione deve finire, indipendentemente dalla serieta' di chi dice di volere la pace e piange le proprie (reali) sofferenze.
L'ebraismo non si riduce ai giorni della memoria, ai pellegrinaggi ad Auschwitz e alla caccia agli antisemiti, veri o presunti.
Se piangi per le tue sofferenze, sappi piangere sinceramente anche per quelle degli altri.
Gli ebrei fascisti esistono, anche se non hanno niente a che fare con la nostalgia per Mussolini. L'intolleranza e' la peggiore malattia degli ebrei "senza se e senza ma" e "amatori di se stessi" oggi. Gli sfrenati esaltatori di Israele "assediata e in pericolo", odiatori di chi parla di pace e di covivenza, sono i peggiori nemici del popolo ebraico (non dico antisemiti, perche' ormai il termine e' stato banalizzato senza rimedio).
Chi si richiama alla Bibbia per prevaricare i diritti degli altri non e' diverso da chi si richiama al Corano o ai Vangeli per prevaricare quelli di noi ebrei.
Chi minaccia e picchia (donne, bambini, avversari) i piu' deboli e' un vergognoso esempio di come l'uomo possa farsi verme.
La causa ideale per la quale spesso taluni amano dire che combattono e' come una bottiglia di profumo, che spesso ha un buon odore (non sempre), ma e' imbevibile in ogni caso per chi non sia un alcolizzato (o un lettore di Informazione Corretta)".


Ariel Toaff  (Rabbino, storico e scrittore italiano)