martedì 11 aprile 2017

Bashar Al Assad non è un dittatore sanguinario.




Bashar Al Assad non è un dittatore sanguinario..inizialmente, quando ha preso la Presidenza della Siria, improvvisamente dopo la morte del fratello designato dal padre, ha portato avanti un piano riformista modernizzando la Siria nel nome del Socialismo, portando benessere e facendo una doverosa separazione tra potere laico e religioso,cosa, nel mondo Arabo, impossibile. La sua sfortuna è stata quella di finire, suo malgrado, ostaggio della sua minoranza Alauita che per potere dinastico ha sempre detenuto il potere a discapito dei sunniti e degli sciiti. La sua azione riformista si è arenata a causa proprio di questo clan parentale non disposto a cedere nulla dei suoi poteri. Ciononostante Bashar Al Assad, uomo di cultura e prestato alla politica del suo paese, è riuscito a preservare la Siria dalle spinte islamiste. Le colpe ascrivibili al suo Regime non sono, pertanto, da imputare a lui, quanto al clan Alauita poco incline ad ascoltare i sunniti e gli sciiti. In ordine poi all'uso dei gas in Siria, ancora oggi non esiste una prova comprovata che le forze Armate Siriane l'abbiano usato, né tantomeno, ovviamente, che Al Assad abbia mai ordinato un simile crimine. Certo, poi ci sono i "convincimenti" USA, senza prove, ma questo è un altro discorso.

Antonino Di Mora - Membro dell'Accademia Italiana di Scienze Forensi sezione criminalistica

martedì 5 luglio 2016

Preghiera di un bambino.."Signore, fammi diventare un televisore".





Un bambino pregava così: "Signore, oggi ti chiedo qualcosa di speciale..fammi diventare un televisore. Vorrei vivere come la tele di casa mia. Vorrei avere una stanza speciale in cui riunire tutti i membri della mia famiglia attorno a me. Essere preso sul serio quando parlo e diventare il centro dell'attenzione, che tutti ascoltino senza interrompere o fare storie. Vorrei sentire l'attenzione speciale che riceve la tele quando non funziona. Avere la compagnia di mio padre quando torna a casa, anche se è stanco per lavoro. Che mia mamma mi cerchi quando è sola ed annoiata, invece di ignorarmi. Che i miei fratelli litighino per avere la mia compagnia. E che possa divertire tutti quanti, anche se per la maggior parte non dirò niente di importante. Vorrei avere la sensazione che lascino perdere tutto per passare qualche momento insieme a me. Signore, non chiedo molto..solo di vivere come vive qualunque televisore." 
(tratto dal libro "PNL con i bambini" - Eric de la Parra Paz)

mercoledì 22 giugno 2016

La perfezione mi fa schifo. di Charles Bukowski




«La perfezione mi fa schifo, mi repelle. Tutte quelle donne e quegli uomini che cercano la perfezione negli stereotipi creati dalla società mi fanno venire il vomito. Fottuti manichini di carne, senza personalità o amore per se stessi. Stessi vestiti, stessa musica, stesse espressioni, stessi cibi, stesse scopate, stesse auto, stesse vite…e alla fine? Stessi suicidi neurali di massa. Perché vivere come un automa è senza ombra di dubbio un suicidio. Quando tutti si è uguali, tutti si è nessuno. La perfezione è un uccellino in gabbia che vive, mangia, caga e muore con il solo scopo d’essere ammirato. Io voglio vivere libero, spiumato, infreddolito, denutrito ma libero». 

Charles Bukowski

lunedì 20 giugno 2016

I diritti sono universali? - di Antonino Salerno



Che angoscia vedere questa povera gente, intere famiglie che fuggono dalle guerre scatenate spesso da noi a casa loro, dalla morte per fame, abbandonate a se stesse, disprezzate e trattate come appestati, come seccanti disturbatori delle nostre feste e del decoro cittadino. Famiglie costrette a viaggi infernali all'epoca di Easy jet, mentre noi svolazziamo allegramente a destra e manca per il week end. Le istituzioni europee mostrano la vera faccia del loro populismo ipocrita fatto di belle e edificanti parole per le prediche domenicali, democrazia, uguaglianza, diritti umani, giornata dell'infanzia e della donna e di ferocia per il resto della settimana. Fortunatamente le persone comuni sentono la vicinanza a questi loro simili in gravissima difficoltà e fanno quel che possono. I diritti o sono universali o sono solo regole per includere alcuni ed escludere altri.

Antonino Salerno

mercoledì 8 giugno 2016

Io sto dalla parte dell'infelicità. Fabrizio Caramagna



Apprezzo i vostri status sulla "vita che va vissuta" e la "felicità che va colta" e "un giorno senza sorriso è un giorno perso" e "il danzare anche sotto la pioggia" e "il sole che ride", ma io sto dalla parte dell'infelicità.
Senza l'infelicità non ci sarebbe mai stata l'arte, la musica e la letteratura.
Un uomo felice non avrebbe mai creato la Cappella Sistina e la Quinta Sinfonia e Amleto e Apocalypse Now. E forse non sarebbe mai andato sulla luna.


Fabrizio Caramagna

lunedì 30 maggio 2016

Tutti noi siamo Marcos





(dal comunicato del 28 maggio 1994)
 
"Marcos è gay a San Francisco, nero in Sudafrica, asiatico in Europa, chicano a San Isidro, anarchico in Spagna, palestinese in Israele, indigeno nelle strade di San Cristóbal, ragazzino di una gang a Neza, ebreo nella Germania nazista, ombudsman nella Sedena, femminista nei partiti politici, comunista nel dopo Guerra fredda, detenuto a Cintalapa, pacifista in Bosnia, mapuche nelle Ande, maestro nella Cnte, artista senza galleria o cartelle, casalinga un sabato sera in qualsiasi quartiere di qualsiasi città di qualsiasi Messico, guerrigliero nel Messico della fine del XX secolo, scioperante nella Ctm, reporter di note di riempimento nelle pagine interne, maschilista nel movimento femminista, donna sola nella metro alle 10 di sera, pensionato annoiato nello Zócalo, contadino senza terra, editore marginale, operaio disoccupato, medico senza impiego, studente anticonformista, dissidente nel neoliberismo, scrittore senza libri né lettori e, certamente, zapatista nel sud-est messicano. Marcos è tutte le minoranze rifiutate e oppresse, resistendo, esplodendo, dicendo "¡Ya basta!" – Ora Basta! Tutte le minoranze nel momento di parlare e maggioranze nel momento di tacere e sopportare. Tutti i rifiutati cercando una parola, la loro parola, ciò che restituisca la maggioranza agli eterni frammenti, noi. Tutto ciò che dà fastidio al potere e alle buone coscienze, questo è Marcos. E, per questo, tutti noi che lottiamo per un mondo diverso, per la libertà e l'emancipazione dell'umanità, tutti noi siamo Marcos". 

giovedì 5 maggio 2016

Non esiste un'armata islamica o un gruppo terroristico.

“La verità è che non esiste un’armata islamica o un gruppo terroristico chiamato al Qaeda e qualsiasi ufficiale dell’Intelligence abbastanza informato lo sa bene. 

Esiste però una campagna di propaganda per far credere al pubblico di essere in presenza di un’identità indefinita che rappresenta il Male, solo per portare le persone ad accettare una leadership internazionale che combatterebbe il terrorismo. Dietro a questa propaganda ci sono gli Stati Uniti.” 

(Robin Cook, ex ministro degli Esteri britannico)

mercoledì 2 marzo 2016

Come si alimenta il terrorismo internazionale (in Siria)?



Così come l'entità sionista si alimenta grazie al sionismo internazionale, il terrorismo islamico di matrice salafita/wahhabita/ikhwanita/qaedista/daeshita si alimenta tramite mille rivoli di criminali simpatizzanti da tutto il mondo che contribuiscono con il loro piccolo. Molto spesso tali criminali si nascondono dietro associazioni "caritatevoli" che fanno del "bene" ai poveri piccoli bambini nel mondo musulmano, come è il caso di miriadi di associazioni "caritatevoli" islamiche wahhabite/ikhwanite che a elencarle tutte ci si prende il crampo al polso. L'Italia non fa eccezione. Prendete ad esempio la UOSSM, che annovera tra i propri partner anche la italiana OSSMEI, 
 tra i cui fondatori vi è la famiglia ikhwanita dei Dachan, che equivalgono per l'Islam agli Elkan per il sionismo nostrano: fanno opere "caritatevoli", i benefattori, a...Bab Al-Hawa, quello un tempo dominato da Al-Qaida, e ora in mano ai criminali salafiti di Halish (Ahrar Al-Sham). I vertici di Halish non hanno MAI nascosto i loro legami con Al-Qaida. Vogliono uno stato islamico in Siria, collaborano tuttora con Jabhat Al-Nusra, e considerano la democrazia un concetto eretico. I propri sponsor sono, naturalmente, Arabia Saudita, Qatar, Kuwayt, Turchia, da cui ricevono costantemente armi. Da noi si fa beneficenza a TERRORISTI CRIMINALI che hanno ucciso, decapitato, stuprato, rapito, torturato e ben altro ancora.
E si discute di prosciugare le risorse del terrorismo islamico internazionale.
In Italia chi finanzia il terrorismo internazionale è un benefattore che gode del 5 per mille.
Ed è solo un esempio.
Verrà un giorno.


(Waraqa Bn)