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domenica 18 ottobre 2015

La Terza Intifada..l'unica rivolta popolare senza armi.




Terza Intifada.. Un centinaio di morti palestinesi e migliaia di feriti nel giro di pochissimi giorni. Israeliani che fotoshoppano le immagini della rivolta facendo apparire, come d'incanto, coltelli immaginari in mano ai palestinesi. Ragazzini palestinesi che utilizzano le fionde per lanciare pietre contro soldati israeliani armati, descritti come dei veri e propri terroristi! Hamas, che dovrebbe fungere da Resistenza, non arma il suo popolo..ed un governo che non arma il suo popolo è un governo corrotto fino al midollo, complice del nemico invasore.

Silvia Franceschini

domenica 12 aprile 2015

Ebrei contro l'occupazione: "25 aprile anche con i palestinesi"

Ebrei contro l'oocupazione: "25 aprile anche con i palestinesi"


Ricorre quest’anno il 70° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Noi celebriamo con gioia la fine nel 1945 della mortale oppressione in Italia ed in Europa, e con commosso ricordo celebriamo coloro che hanno combattuto e sofferto e dato il meglio di sé stessi, anche la vita, per ripristinare in Italia e nel mondo le condizioni per una vita fraterna e civile. Tra tutti costoro non distinguiamo per nazionalità: ci è grato ricordarli tutti, italiani, sovietici, jugoslavi, europei occidentali di tutte le nazioni, americani del Nord e del Sud, donne e uomini di tutto il mondo.
Vogliamo qui ricordare anche i Resistenti tedeschi: alcuni come gli studenti della Rosa Bianca che hanno pagato con la vita la loro ribellione alla crudele violenza nazista; ricordiamo con commozione i Bonhoeffer, i Willy Brandt ed altri nomi noti: ma anche coloro che, non inquadrati in nessuna organizzazione conosciuta e rimasti anonimi, hanno nei fatti del loro comportamento personale preparato il risorgere della Germania che oggi fa parte dei Paesi liberi, dopo aver seppellito l’infamia del nazismo. I più anziani tra noi ne ricordano alcuni: la loro umanità è riuscita a resistere all’infamia dell’ubbidienza agli ordini della Nazione governata dal Nazismo, che in quegli anni tragici aveva fatto adepti in molti Paesi Europei, tra cui l’Italia fascista era stata, tragicamente, un precursore.
Con orgoglio ricordiamo che da quella lotta per Libertà, Giustizia ed Uguaglianza è nata la nostra Repubblica Italiana fondata su quei valori, che sono stati sanciti nella Costituzione repubblicana (purtroppo tuttora inapplicata in buona parte), una delle più intelligenti ed umane esistenti. E’ tale proprio perché è stata elaborata dai membri di una Assemblea Costituente eletta dal popolo italiano, dove erano persone che rappresentavano modi di pensare e di sentire la vita della società molto diversi tra loro: tra loro vi erano rappresentanti cattolici di varie tendenze politiche, socialisti, comunisti, liberali. Diversi nel pensare la vita della società civile, ma tutti decisi ad organizzare una società unita da una comune, forte volontà: quella di organizzare un viver civile libero e accettabile per tutti, nel comune intento di cercare insieme, nella concordia e nella pace, le soluzioni ai problemi della convivenza civile. Tutti, dunque, antifascisti: una parola che riassume una serie di valori eticamente e politicamente positivi.
Grazie a questa volontà comune dei Costituenti, la Costituzione che ne è derivata è stata accettata anche da molti Italiani che alla Resistenza non avevano partecipato affatto, per diffidenza o timore, per incomprensione del nuovo che avanzava e dei suoi modi di avanzare, in tutti i campi: dalla lotta di Resistenza ai suoi frutti politici. Il passaggio dalla monarchia alla Repubblica, lo stabilire il primato dei diritti del lavoro e dei lavoratori, i diritti fondamentali all’istruzione, alla sanità, alla pace con gli altri popoli come imperativo categorico ( art. 11 della Costituzione).
Per noi, il celebrare l’anniversario della Liberazione ha questi significati: che sono incompatibili con l’esaltazione della forza delle armi in costose parate militari. E sono incompatibili anche con la partecipazione di chi non accetti i principi sopra ricordati.
La bandiera di Israele rappresenta il Paese che di continuo ha aggredito ed oppresso il popolo palestinese, e solo pochi mesi orsono ha provocato oltre 2200 morti, per la maggior parte civili, comprese alcune centinaia di bambini: quella bandiera non può sfilare insieme alle bandiere della Liberazione. Mentre onoriamo i combattenti di allora nella Brigata Ebraica che ha combattuto come parte dell’Esercito Britannico nella 2a Guerra Mondiale anche in Italia - così come le migliaia di combattenti arabi palestinesi nell'ambito dell'esercito Britannico (sia all'interno del Palestine Regiment, a fianco di combattenti ebrei palestinesi, che in altre unità) - non possiamo accettare che partecipi alla festa della Liberazione la bandiera di uno stato, Israele, che sta opprimendo da 67 anni il popolo Palestinese, avendogli occupato la Terra e tolto i diritti umani e politici. Non ci stancheremo mai di ricordare che la bandiera di Israele non è la bandiera degli Ebrei, né della religione ebraica: è solo la bandiera di uno Stato oggi oppressore e negatore dei principi della nostra Costituzione.
I partigiani appartenenti a famiglie ebraiche che hanno combattuto nella Resistenza italiana sono onorati come ed insieme a tutti gli altri combattenti italiani della Resistenza: nè loro avrebbero accettato di essere considerati diversi, per l’essere ebrei, dagli altri Resistenti. Avendoli conosciuti, attraverso i loro scritti ed alcuni di persona, pensiamo che si ribellerebbero all’essere separati dai loro compagni di lotta antifascista. 

Rete Eco - Ebrei contro l'occupazione


FONTE: http://contropiano.org/interventi/item/30173-ebrei-contro-l-oocupazione-25-aprile-anche-con-i-palestinesi

martedì 7 aprile 2015

E' questa la vera Resistenza? di Silvia Franceschini


Pur essendo antifascista convinta, mi rivolgo ai compagni..
La tragedia che sta colpendo i profughi palestinesi a Yarmouk, in Siria, mi addolora, ed al contempo provo profonda rabbia verso tutti coloro che si ostinano a non vedere e a non capire, che continuano la loro agguerrita e caparbia propaganda contro il regime di Assad. Non è bastata nemmeno l'irruzione dell'ISIS in questi campi profughi a farli destare. Sono comunisti loro, e tali devono restare, fedeli nelle loro lotte antifasciste, fedeli nei loro ideali antimperialisti, anticlericali, antidittatura, anti...e non vanno oltre, non vogliono andare oltre. Per loro la dittatura va eliminata in ogni dove..per loro la dittatura è fascismo ed i fascisti vanno fermati. Loro non si chiedono come mai l'ISIS attacca sempre e solo musulmani, palestinesi e siriani mentre Israele non viene minacciato. Sono talmente accecati dall'ideologia comunista che sono disposti ad accettare, magari inconsapevolmente, l'invio di mercenari, di jihadisti islamici, nonchè dell'ISIS da parte della NATO, di Israele, degli USA, del Qatar, della Francia, dell'Italia stessa..purchè abbattano il feroce Assad. A favore, quindi, di un intervento NATO-USA-Israele, ma antifascisti fino alla morte. E intanto migliaia di civili palestinesi e siriani continuano a morire. E' questa la vera Resistenza?!
 
Silvia Franceschini