lunedì 23 marzo 2015
"Ero a Damasco, una bellissima città accogliente,quando è cominciato tutto.." di Antonino Salerno
"Ero a Damasco, una bellissima città accogliente, la Pasqua del 2011, quando è cominciato tutto in un villaggio ai confini con la Giordania. Sentii subito puzza di bruciato quando i quotidiani stranieri, italiani inclusi, cominciarono a pubblicare notizie di grandi manifestazioni anti Assad nella capitale, di feroce e sanguinosa repressione davanti la moschea degli Ommayadi, nel centro storico. Peccato che il figlio della mia compagna vivesse lì da più di un anno, in una casa che si affacciava proprio sulla moschea. Era lì per perfezionare l'arabo classico all'Università insieme a decine di studenti stranieri. Nessuno di loro. americani, francesi, danesi, aveva visto alcuna manifestazione nè episodi di repressione sanguinaria davanti la moschea. Chiedemmo anche all'ambasciata italiana se era sicuro rimanere lì a studiare e ci risposero che era tutto tranquillo e non stava succedendo alcunchè a Damasco. Le proteste popolari ci sono state inizialmente ma sono subito state utilizzate come scintilla per un piano già pronto, volto a far cadere quel governo. Testimone oculare".
di Antonino Salerno
Preghiera sul coraggio. di Kahlil Gibran
E' anche una preghiera per chi non crede..
"Dammi il supremo coraggio dell'Amore,
questa è la mia preghiera,
coraggio di parlare,
di agire, di soffrire,
di lasciare tutte le cose
o di essere lasciato solo.
Temperami con incarichi rischiosi,
onorami con il dolore
e aiutami ad alzarmi ogni volta che cadrò.
Dammi la suprema certezza nell'amore
e dell'amore,
questa è la mia preghiera,
la certezza che appartiene alla vita nella morte,
alla vittoria nella sconfitta,
alla potenza nascosta nella più fragile bellezza,
a quella dignità nel dolore
che accetta l'offesa,
ma disdegna di ripagarla con l'offesa.
Dammi la forza di amare
sempre
e ad ogni costo".
https://www.youtube.com/watch?v=i8dl32t0qnw&feature=share
"Dammi il supremo coraggio dell'Amore,
questa è la mia preghiera,
coraggio di parlare,
di agire, di soffrire,
di lasciare tutte le cose
o di essere lasciato solo.
Temperami con incarichi rischiosi,
onorami con il dolore
e aiutami ad alzarmi ogni volta che cadrò.
Dammi la suprema certezza nell'amore
e dell'amore,
questa è la mia preghiera,
la certezza che appartiene alla vita nella morte,
alla vittoria nella sconfitta,
alla potenza nascosta nella più fragile bellezza,
a quella dignità nel dolore
che accetta l'offesa,
ma disdegna di ripagarla con l'offesa.
Dammi la forza di amare
sempre
e ad ogni costo".
https://www.youtube.com/watch?v=i8dl32t0qnw&feature=share
Israele, Obama mai così duro: “Parole di Netanyahu rendono più difficile la pace” di Roberto Festa su "Il Fatto Quotidiano"
Il giorno prima del voto del 17 marzo il premier israeliano aveva
affermato che “con me come premier, non ci sarà uno Stato palestinese”
con lo scopo di raccogliere il voto della destra dei coloni, dei
nazionalisti, degli ortodossi religiosi. Parole che, afferma il capo
della Casa Bianca, “confliggono con la natura più profonda della
democrazia israeliana”.
Chi avesse creduto, o sperato, in un mutamento di rotta nei rapporti tra Barack Obama e Benjamin Netanyahu dopo le elezioni israeliane, si deve ricredere. In un’intervista all’Huffington Post pubblicata sabato, Obama dice che le affermazioni fatte dal premier israeliano nelle ultime ore della campagna elettorale “rendono più difficile” il percorso verso la pace e “confliggono con la natura più profonda della democrazia israeliana”. Mai, nel passato, un presidente americano era andato così a fondo nel criticare la politica di un primo ministro israeliano.
Obama ha atteso due giorni pieni prima di telefonare a Netanyahu e congratularsi per la vittoria elettorale. Un segno che lo “sgarbo” compiuto da Netanyahu con il suo discorso al Congresso Usa – invitato dai repubblicani senza passare per la Casa Bianca – non è stato dimenticato. Nell’intervista, Obama comunque rivela che la telefonata a Gerusalemme non è stata di pure congratulazioni. Anzi. Il presidente americano si sarebbe lanciato in una critica piuttosto articolata di quanto detto da Netanyahu in campagna elettorale, sino a paventare la possibilità che l’atteggiamento degli Stati Uniti nei confronti di Israele, soprattutto al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, potrà cambiare.
Obama si sarebbe anzitutto lamentato con Netanyahu per le affermazioni contrarie alla soluzione dei “due Stati”. “Gli ho fatto presente che, considerate le sue dichiarazioni pre-elettorali, diventa difficile trovare un percorso che permetta di credere che i negoziati sono possibili”, ha spiegato Obama. Il giorno prima del voto Netanyahu aveva affermato che “con me come premier, non ci sarà uno Stato palestinese”; un’affermazione che aveva lo scopo chiaro di raccogliere il voto della destra dei coloni, dei nazionalisti, degli ortodossi religiosi, e che il premier, una volta vinte le elezioni, ha in qualche modo ritrattato, spiegando di essere a favore della soluzione dei due Stati, “se le condizioni sul terreno lo permetteranno”.
Obama mostra di non aver gradito le oscillazioni a caccia di voti di Netanyahu precisa: “Bene, prendiamo le sue parole per buone quando dice che uno stato palestinese non nascerà mai durante il suo periodo come primo ministro, e a questo punto dobbiamo valutare quali altre opzioni sono disponibili per far sì che nell’area non si sviluppi una situazione caotica”. Obama va ancora più in là e spiega che quanto promesso da Netanyahu a coloni e religiosi non può in nessun modo essere accettato dall’amministrazione americana: “Non si può accettare un perpetuo status quo, che allarghi gli insediamenti – semplicemente questa non è una ricetta che garantisca la stabilità della regione”.
Gli accenti più duri Obama li trova sul tema dell’appello – che molti in Israele hanno bollato come “razzista” – fatto da Netanyahu agli elettori di destra il giorno delle elezioni. Per convincerli ad andare ai seggi, Netanyahu aveva lanciato l’allarme sugli arabo israeliani “che vanno a votare in massa”. “Abbiamo fatto presente a Netanyahu – dice ora Obama – che questo tipo di retorica è contraria alle migliori tradizioni di Israele; che sebbene Israele è stata fondata sulla necessità di una patria per gli ebrei, la democrazia israeliana si fonda sulla premessa che ognuno nel Paese sia trattato in modo giusto e paritario”. Se questo non dovesse avvenire, chiosa Obama, in quella che è forse la parte più dura e perentoria dell’intervista, “non soltanto si daranno munizioni a coloro che non credono in uno Stato ebraico, ma comincerà a erodersi anche il significato di democrazia nel Paese”.
Nessun presidente americano, nel passato, era mai arrivato a usare accenti così forti nei confronti di un leader regolarmente eletto di Israele; sino quasi a mettere in discussione la natura democratica e pluralistica del progetto politico in corso a Gerusalemme. Nella capitale israeliana, in questo momento, tra i politici, sui media e nelle élite culturali e sociali è in corso un dibattito su dove questa ormai manifesta insofferenza di Washington potrebbe condurre. Escluso che gli Stati Uniti possano ripensare l’aiuto alla Difesa di Israele – 3 miliardi di dollari all’anno – l’ipotesi più probabile è che l’amministrazione Usa possa ammorbidire la sua opposizione al riconoscimento dello Stato palestinese. L’ipotesi, fantascienza sino a qualche mese fa, appare ora una possibilità, soprattutto se i rapporti personali tra Obama e Netanyahu dovessero continuare a precipitare. Per il governo israeliano, a questo punto, una possibile via
d’uscita verrebbe soltanto dal prossimo, convulso inizio della campagna presidenziale Usa, e dall’arrivo sperato alla Casa Bianca nel 2016 di un presidente repubblicano.
di Roberto Festa "Il fatto Quotidiano"
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/22/israele-obama-mai-cosi-duro-parole-netanyahu-rendono-difficile-pace/1527383/
Chi avesse creduto, o sperato, in un mutamento di rotta nei rapporti tra Barack Obama e Benjamin Netanyahu dopo le elezioni israeliane, si deve ricredere. In un’intervista all’Huffington Post pubblicata sabato, Obama dice che le affermazioni fatte dal premier israeliano nelle ultime ore della campagna elettorale “rendono più difficile” il percorso verso la pace e “confliggono con la natura più profonda della democrazia israeliana”. Mai, nel passato, un presidente americano era andato così a fondo nel criticare la politica di un primo ministro israeliano.
Obama ha atteso due giorni pieni prima di telefonare a Netanyahu e congratularsi per la vittoria elettorale. Un segno che lo “sgarbo” compiuto da Netanyahu con il suo discorso al Congresso Usa – invitato dai repubblicani senza passare per la Casa Bianca – non è stato dimenticato. Nell’intervista, Obama comunque rivela che la telefonata a Gerusalemme non è stata di pure congratulazioni. Anzi. Il presidente americano si sarebbe lanciato in una critica piuttosto articolata di quanto detto da Netanyahu in campagna elettorale, sino a paventare la possibilità che l’atteggiamento degli Stati Uniti nei confronti di Israele, soprattutto al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, potrà cambiare.
Obama si sarebbe anzitutto lamentato con Netanyahu per le affermazioni contrarie alla soluzione dei “due Stati”. “Gli ho fatto presente che, considerate le sue dichiarazioni pre-elettorali, diventa difficile trovare un percorso che permetta di credere che i negoziati sono possibili”, ha spiegato Obama. Il giorno prima del voto Netanyahu aveva affermato che “con me come premier, non ci sarà uno Stato palestinese”; un’affermazione che aveva lo scopo chiaro di raccogliere il voto della destra dei coloni, dei nazionalisti, degli ortodossi religiosi, e che il premier, una volta vinte le elezioni, ha in qualche modo ritrattato, spiegando di essere a favore della soluzione dei due Stati, “se le condizioni sul terreno lo permetteranno”.
Obama mostra di non aver gradito le oscillazioni a caccia di voti di Netanyahu precisa: “Bene, prendiamo le sue parole per buone quando dice che uno stato palestinese non nascerà mai durante il suo periodo come primo ministro, e a questo punto dobbiamo valutare quali altre opzioni sono disponibili per far sì che nell’area non si sviluppi una situazione caotica”. Obama va ancora più in là e spiega che quanto promesso da Netanyahu a coloni e religiosi non può in nessun modo essere accettato dall’amministrazione americana: “Non si può accettare un perpetuo status quo, che allarghi gli insediamenti – semplicemente questa non è una ricetta che garantisca la stabilità della regione”.
Gli accenti più duri Obama li trova sul tema dell’appello – che molti in Israele hanno bollato come “razzista” – fatto da Netanyahu agli elettori di destra il giorno delle elezioni. Per convincerli ad andare ai seggi, Netanyahu aveva lanciato l’allarme sugli arabo israeliani “che vanno a votare in massa”. “Abbiamo fatto presente a Netanyahu – dice ora Obama – che questo tipo di retorica è contraria alle migliori tradizioni di Israele; che sebbene Israele è stata fondata sulla necessità di una patria per gli ebrei, la democrazia israeliana si fonda sulla premessa che ognuno nel Paese sia trattato in modo giusto e paritario”. Se questo non dovesse avvenire, chiosa Obama, in quella che è forse la parte più dura e perentoria dell’intervista, “non soltanto si daranno munizioni a coloro che non credono in uno Stato ebraico, ma comincerà a erodersi anche il significato di democrazia nel Paese”.
Nessun presidente americano, nel passato, era mai arrivato a usare accenti così forti nei confronti di un leader regolarmente eletto di Israele; sino quasi a mettere in discussione la natura democratica e pluralistica del progetto politico in corso a Gerusalemme. Nella capitale israeliana, in questo momento, tra i politici, sui media e nelle élite culturali e sociali è in corso un dibattito su dove questa ormai manifesta insofferenza di Washington potrebbe condurre. Escluso che gli Stati Uniti possano ripensare l’aiuto alla Difesa di Israele – 3 miliardi di dollari all’anno – l’ipotesi più probabile è che l’amministrazione Usa possa ammorbidire la sua opposizione al riconoscimento dello Stato palestinese. L’ipotesi, fantascienza sino a qualche mese fa, appare ora una possibilità, soprattutto se i rapporti personali tra Obama e Netanyahu dovessero continuare a precipitare. Per il governo israeliano, a questo punto, una possibile via
d’uscita verrebbe soltanto dal prossimo, convulso inizio della campagna presidenziale Usa, e dall’arrivo sperato alla Casa Bianca nel 2016 di un presidente repubblicano.
di Roberto Festa "Il fatto Quotidiano"
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/22/israele-obama-mai-cosi-duro-parole-netanyahu-rendono-difficile-pace/1527383/
venerdì 20 marzo 2015
"Scrivere è resistere.." di Silvia Franceschini
Se pubblico una foto di P.zza Montecitorio con una verosimile Menorah sulla pavimentazione, SONO ANTISEMITA;se condivido il pensiero di Dolce&Gabbana sulla fecondazione in vitro da parte di coppie gay, SONO OMOFOBA, peggio ancora MILITANTE DI FORZA NUOVA;
se sono a favore della famiglia tradizionale,"SONO UNA BIGOTTA CATTOLICA ANACRONISTICA";
se pubblico Di Battista (m5s) "SONO UNA DEMENTE/FASCISTA GRILLINA";
se commento a favore delle pari opportunità "SONO UNA FEMMINISTA";
se commento contro le forze dell'ordine "SONO TROPPO DI SINISTRA";
se scrivo una parolaccia "SONO TROPPO POCO DIPLOMATICA";
se non condivido il negazionismo storico dell'Olocausto "SONO UNA CRETINA";
Ebbene, "Scrivere è resistere.." e io continuerò a portare avanti A MODO MIO la mia Resistenza.
Silvia Franceschini
mercoledì 18 marzo 2015
ISRAELE. Netanyahu stravince le elezioni - NENA NEWS
di Michele Giorgio
Gerusalemme, 18 aprile 2015, Nena News – Benyamin Netanyahu non ha vinto, ha stravinto le elezioni legislative israeliane. Il suo partito, il Likud, ha conquistato 29 seggi (potrebbero salire a 30 con la conta dei voti dei soldati), mentre Campo Sionista del suo rivale, il laburista Yitzhak Herzog, solo 24.
A questo punto, secondo i media e contro gli exit-poll che ieri sera
alla chiusura delle urne avevano dato i due partiti avversari alla pari, Netanyahu è in grado di formare una maggioranza solida con i suoi partner della destra estrema. Il partito centrista Yesh Atid, forte di 11 seggi, peraltro non esclude di entrare nella nuova maggioranza guidata dal Likud e altrettanto potrebbe fare Kalanu
(10 seggi), il partito guidato da Moshe Kahlon, rappresentante della
cosiddetta destra sociale, al quale qualche giorno fa Netanyahu aveva
offerto il ministero delle finanze.“Sono fiero per la grandezza di Israele, Ora dovremo formare subito un governo nazionalista forte e stabile”, ha detto Netanyahu escludendo definitivamente l’ipotesi di esecutivo di unità nazionale che si era affacciata ieri sera su proposta del capo dello stato Reuven Rivlin. Il vincitore ha già preso contatto con i leader della destra con i quali intende dare vita alla nuova coalizione. Netanyahu potrà contare anche su Yisrael Beitenu, il partito antiarabo del ministro degli esteri Avigdor Lieberman che, dato dai sondaggi fuori dalla Knesset, ha conquistato invece sei seggi. “Per noi è una vittoria”, ha commentato Lieberman “nonostante il tentativo di grandi forze di annientarci. Nessun altro partito sarebbe sopravvissuto a questa battaglia. Non è stata solo una lotta politica, siamo stati di fronte ad un annientamento mirato di un intero gruppo politico. Ci siamo confrontati contro grandi forze. Molti, anche nei media, hanno fatto fronte comune per eleminarci, ma non ci sono riusciti”.
Il terzo gruppo parlamentare alla Knesset sarà la Lista Araba Unita, con ben 14 seggi. Un risultato mai raggiunto che offre alle formazioni politiche che rappresentano la minoranza palestinese (20% della popolazione) in Israele la possibilità di mettere in piedi una opposizione forte all’offensiva, anche legislativa, della destra guidata da Netanyahu contro i cittadini arabi.
Tacciono in queste ore Herzog e l’alleata Tzipi Livni, passati dall’illusione della vittoria all’amarezza di una sconfitta quasi umiliante. Forte delusione anche per il Meretz, la sinistra sionista, che con grande fatica ha superato la soglia di sbarramento conquistando il minimo: quattro seggi. La leader Zahava Galon ha annunciato la sua rinuncia al seggio per permettere l’ingresso nella Knesset a Tamar Zandberg, quinta sulla lista presentata alle elezioni e astro nascente del partitino.
Israele si conferma un Paese di destra, sempre più estrema. I dirigenti dell’Autorità nazionale palestinese, pur senza proclamarlo pubblicamente, avevano sperato nella sconfitta di Netanyahu. Si annunciano ora nuovi scontri diplomatici, subito, a partire dal Primo aprile quando la Palestina entrerà a far parte della Corte Penale Internazionale e potrà chiedere una indagine per crimini di guerra contro Israele. Tra molti palestinesi in ogni caso si riteneva inutile e persino dannosa la vittoria del centrosinistra che, a loro dire, non avrebbe cambiato la situazione sul terreno, ma avrebbe comunque garantito a Herzog e Livni il sostegno dei governi occidentali.
Senza dubbio non brinda alla vittoria di Netanyahu neanche il presidente americano Barack Obama che mantienre rapporti personali molto difficili con il leader israeliano. Noto è lo scontro tra i due riguardo al possibile accordo internazionale sul programma nucleare iraniano. Comunque Obama in questi anni non ha mai fatto mancare a Israele l’appoggio decisivo degli Stati Uniti in diverse importanti circostanze alle Nazioni Unite e in altri ambiti internazionali contro i diritti dei palestinesi. Nena News
http://nena-news.it/israele-netanyahu-stravince-le-elezioni/
martedì 17 marzo 2015
Lettera aperta a Claudio Pagliara - di Silvia Franceschini
Era il lontano settembre del 2011, il signor Claudio Pagliara era, tanto per cambiare, corrispondente RAI per Israele. Aveva pubblicato su Facebook una delle sue tante "notizie" sul conflitto israelo-palestinese, erano intervenuti diversi propalestina che lui aveva definito "HACKER", e si era rivolto a loro scrivendo "non hanno orecchie per
ascoltare pur pensadola diversamente". Avevo deciso di scrivere anch'io la situazione reale in Palestina. Ovviamente il mio intervento è stato cancellato e io bannata.
"Egregio Signor Pagliara, come vede questa è la mia faccia, questo è il
mio vero profilo..non sono un'hacker (credo che lei volesse dire TROLL
non hacker!). Nessuno di noi è un troll, siamo tutti veri, non abbiamo
assolutamente bisogno di nasconderci. In genere si nasconde colui che ha
paura, colui che ha torto..noi non abbiamo nè paura nè torto nel
raccontare tutte le verità sulla nostra amata Palestina! La palestina è
sotto assedio da 63 anni!! Il governo israeliano sta sterminando
l'intera popolazione palestinese..a Gaza la situazione è terrificante:
gli abitanti sono ridotti alla miseria più totale: i pescatori non
possono più pescare il loro pesce perchè se superano le 3 miglia vengono
mitragliati dalle navi militari israeliane; i contadini non possono
andare a coltivare le loro terre e se lo fanno devono sbrigarsi
altrimenti vengono mitragliati dai soldati israeliani; quel poco cibo
che riescono a mangiare sa di gas, tutti i loro indumenti sanno di gas;
il governo israeliano continua a dire che la Palestina è terrorista, che
Hamas è un terrorista, quando invece Hamas cerca soltanto di difendersi
dai continui ed improvvisi attacchi da parte di Israele (Le ricordo i
giorni di Piombo Fuso in cui hanno fatto una strage di poveri innocenti
utilizzando anche bombe al fosforo bianco e dove le ambulanze non
riuscivano nemmeno a prendere i feriti e portarli in barella perchè
venivano sparati dai cecchini!), con l'unica differenza che le bombe
israeliane lanciate dagli aerei militari provocano dei danni smisurati e
le morti di numerosi civili, mentre Hamas ha a disposizione dei piccoli
missiletti di ferro lanciati soltanto a mano che non hanno nemmeno la
capacità di oltrepassare il confine e il massimo danno che possono
provocare è una piccolissima buca larga e profonda solo qualche
centimetro!! La Palestina è priva di carri armati, è priva di navi da
guerra, è priva di aerei militari..non ha NIENTE, non può difendersi con
niente! Durante tutti questi anni di assedio i palestinesi sono stati
massacrati, imprigionati, torturati, uccisi..uomini, donne,
bambini..tutti! In quella terra c'è stato e vi è tutt'ora l'olocausto,
si, esattamente questo, l'olocausto! Quello che gli ebrei hanno subìto
dai nazisti durante la seconda guerra mondiale ora lo Stato di Israele lo sta perpetrando
sui palestinesi!! Un anno fa una nave turca con a bordo diversi
attivisti pacifisti, voleva cercare di raggiungere il porto di Gaza e
portare agli abitanti degli aiuti umanitari, ma venne fermata ed
assalita durante la navigazione dai corpi speciali dell'esercito
israeliano e vennero uccisi 9 attivisti e feriti 50! Quest'anno la
Freedom Flottilla ha cercato di fare altrettanto, questa volta con più
barche e centinaia di attivisti provenienti da paesi europei e
dall'America, ma queste barche sono state sabotate mentre erano ferme al
porto della Grecia! I palestinesi non possono nemmeno ricevere aiuti
umanitari, non possono nemmeno ricostruire le loro case, le
scuole..perchè sono stati privati anche del cemento! Ecco, queste sono
solo alcune delle verità che Lei, il governo italiano, la RAI, i
telegiornali, i giornali...cercate sempre di seppellire! Come vede sono
stata molto civile, non ho offeso nessuno, non mi permetterei mai.
Nonostante questo so con certezza che Lei eliminerà comunque tutto
quello che ho scritto perchè evidentemente Lei "non ha orecchie per
ascoltare pur pensadola diversamente"!
Silvia Franceschini
"Egregio Signor Pagliara, come vede questa è la mia faccia, questo è il
mio vero profilo..non sono un'hacker (credo che lei volesse dire TROLL
non hacker!). Nessuno di noi è un troll, siamo tutti veri, non abbiamo
assolutamente bisogno di nasconderci. In genere si nasconde colui che ha
paura, colui che ha torto..noi non abbiamo nè paura nè torto nel
raccontare tutte le verità sulla nostra amata Palestina! La palestina è
sotto assedio da 63 anni!! Il governo israeliano sta sterminando
l'intera popolazione palestinese..a Gaza la situazione è terrificante:
gli abitanti sono ridotti alla miseria più totale: i pescatori non
possono più pescare il loro pesce perchè se superano le 3 miglia vengono
mitragliati dalle navi militari israeliane; i contadini non possono
andare a coltivare le loro terre e se lo fanno devono sbrigarsi
altrimenti vengono mitragliati dai soldati israeliani; quel poco cibo
che riescono a mangiare sa di gas, tutti i loro indumenti sanno di gas;
il governo israeliano continua a dire che la Palestina è terrorista, che
Hamas è un terrorista, quando invece Hamas cerca soltanto di difendersi
dai continui ed improvvisi attacchi da parte di Israele (Le ricordo i
giorni di Piombo Fuso in cui hanno fatto una strage di poveri innocenti
utilizzando anche bombe al fosforo bianco e dove le ambulanze non
riuscivano nemmeno a prendere i feriti e portarli in barella perchè
venivano sparati dai cecchini!), con l'unica differenza che le bombe
israeliane lanciate dagli aerei militari provocano dei danni smisurati e
le morti di numerosi civili, mentre Hamas ha a disposizione dei piccoli
missiletti di ferro lanciati soltanto a mano che non hanno nemmeno la
capacità di oltrepassare il confine e il massimo danno che possono
provocare è una piccolissima buca larga e profonda solo qualche
centimetro!! La Palestina è priva di carri armati, è priva di navi da
guerra, è priva di aerei militari..non ha NIENTE, non può difendersi con
niente! Durante tutti questi anni di assedio i palestinesi sono stati
massacrati, imprigionati, torturati, uccisi..uomini, donne,
bambini..tutti! In quella terra c'è stato e vi è tutt'ora l'olocausto,
si, esattamente questo, l'olocausto! Quello che gli ebrei hanno subìto
dai nazisti durante la seconda guerra mondiale ora lo Stato di Israele lo sta perpetrando
sui palestinesi!! Un anno fa una nave turca con a bordo diversi
attivisti pacifisti, voleva cercare di raggiungere il porto di Gaza e
portare agli abitanti degli aiuti umanitari, ma venne fermata ed
assalita durante la navigazione dai corpi speciali dell'esercito
israeliano e vennero uccisi 9 attivisti e feriti 50! Quest'anno la
Freedom Flottilla ha cercato di fare altrettanto, questa volta con più
barche e centinaia di attivisti provenienti da paesi europei e
dall'America, ma queste barche sono state sabotate mentre erano ferme al
porto della Grecia! I palestinesi non possono nemmeno ricevere aiuti
umanitari, non possono nemmeno ricostruire le loro case, le
scuole..perchè sono stati privati anche del cemento! Ecco, queste sono
solo alcune delle verità che Lei, il governo italiano, la RAI, i
telegiornali, i giornali...cercate sempre di seppellire! Come vede sono
stata molto civile, non ho offeso nessuno, non mi permetterei mai.
Nonostante questo so con certezza che Lei eliminerà comunque tutto
quello che ho scritto perchè evidentemente Lei "non ha orecchie per
ascoltare pur pensadola diversamente"!Silvia Franceschini
Il paradosso del nostro tempo - di George Carlin
Il
paradosso del nostro tempo nella storia è che abbiamo edifici sempre
più alti, ma moralità più basse, autostrade sempre più larghe, ma
orizzonti più ristretti. Spendiamo di più, ma abbiamo meno, comperiamo
di più, ma godiamo meno. Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole,
più comodità, ma meno tempo. Abbiamo piu' istruzione, ma meno buon
senso, più conoscenza, ma meno giudizio, più esperti, e ancor più
problemi, più medicine, ma meno benessere. Beviamo troppo, fumiamo
troppo, spendiamo senza ritegno, ridiamo troppo poco, guidiamo troppo
veloci, ci arrabbiamo troppo, facciamo le ore piccole, ci alziamo
stanchi, vediamo troppa TV, e preghiamo di rado. Abbiamo moltiplicato le
nostre proprietà, ma ridotto i nostri valori. Parliamo troppo, amiamo
troppo poco e odiamo troppo spesso. Abbiamo imparato come guadagnarci da
vivere, ma non come vivere. Abbiamo aggiunto anni alla vita, ma non
vita agli anni. Siamo andati e tornati dalla Luna, ma non riusciamo ad
attraversare il pianerottolo per incontrare un nuovo vicino di casa.
Abbiamo conquistato lo spazio esterno, ma non lo spazio interno. Abbiamo
creato cose piu' grandi, ma non migliori. Abbiamo pulito l'aria, ma
inquinato l'anima. Abbiamo dominato l'atomo, ma non i pregiudizi.
Scriviamo di più , ma impariamo meno. Pianifichiamo di più , ma
realizziamo meno. Abbiamo imparato a sbrigarci, ma non ad aspettare.
Costruiamo computers più grandi per contenere più informazioni, per
produrre più copie che mai, ma comunichiamo sempre meno. Questi sono i
tempi del fast food e della digestione lenta, grandi uomini e piccoli
caratteri, ricchi profitti e povere relazioni. Questi sono i tempi di
due redditi e più divorzi, case più belle ma famiglie distrutte. Questi
sono i tempi dei viaggi veloci, dei pannolini usa e getta, della
moralita' a perdere, delle relazioni di una notte,dei corpi sovrappeso, e
delle pillole che possono farti fare di tutto, dal rallegrarti al
calmarti, all'ucciderti. E' un tempo in cui ci sono tante cose in
vetrina e niente in magazzino. Un tempo in cui la tecnologia può farti
arrivare questa lettera, e in cui puoi scegliere di condividere queste
considerazioni con altri, o di cancellarle. Ricordati di spendere del
tempo con i tuoi cari ora, perchè non saranno con te per sempre.
Ricordati di dire una parola gentile a qualcuno che ti guarda dal basso
in soggezione, perchè quella piccola persona presto crescerà , e lascerà
il tuo fianco. Ricordati di dare un caloroso abbraccio alla persona che
ti sta a fianco, perchè è l'unico tesoro che puoi dare con il cuore, e
non costa nulla. Ricordati di dire "vi amo" ai tuoi cari, ma soprattutto
pensalo. Un bacio e un abbraccio possono curare ferite che vengono dal
profondo dell'anima. Ricordati di tenerle le mani e godi di questi
momenti, perchè un giorno quella persona non sarà più li'. Dedica tempo
all'amore, dedica tempo alla conversazione, e dedica tempo per
condividere i pensieri preziosi della tua mente.E RICORDA SEMPRE: la vita non si misura da quanti respiri facciamo, ma dai momenti che ci tolgono il respiro.
George Carlin.
domenica 15 marzo 2015
E se fosse il "conflitto italo-israeliano? di Sulaiman Hijazi
E poi perchè andiamo cosi lontano?In Italia ci sono israeliani ,non sono
tanti, ma ci sono e vivono in pace grazie allo stato italiano che li
ospita,mettiamo che il mondo decida che la terra promessa degli
israeliani dev'essere in italia ,quindi iniziano col trasferimento verso
la terra italiana con la scusa che l'italia è disabitata oppure perchè
hanno il diritto di avere uno stato,la cosa brutta è che arrivano armati
facendo massacri,ammazzando migliaia di siciliani e calabresi e iniziano a salire sempre di più verso il nord.
millioni di italiani lasciano la loro terra cacciati dalla loro casa mentre altri migliaia arrivano dalla russia, polonia e est europa prendendo tutto quello che c'è senza fatica,distruggono tutte le cose che fanno capire che questa terra era italiana,ogni anno che passa prendono più terreni occupando l'italia,arrivano a roma e fanno strage di cittadini ammazzando migliaia e cacciando la maggior parte di loro, pretendono,raccontando storie false che il vaticano non c'era e prima c'era una sinagoga al suo posto ,quindi proibiscono a tutti i pellegrini di andare a pregare li senza permesso,permesso che viene negato quasi sempre,mandano spesso coloni per provocare i fedeli finchè riescono a dividere il vaticano e ne prendono una buona parte ,i romani iniziano a fare resistenza anche armata per difendersi e il mondo considera questi combattenti terroristi.
molti italiani scappano in sardegna e molti anche vengono mandati li per punizione,la sardegna viene considerata la prigione più grande del mondo perchè è chiusa da tutte le parti,addiritura anche dalla francia ,che un giorno era considerata amica del popolo italiano .
in sardegna la corrente arriva solo per 3 ore al giorno e l'acqua non c'è quasi mai,molti muoiono in ospedale per mancanza di medicine e corrente,la sardegna subisce 5 attacchi che causano la morte di migliaia, la distruzione di tutti gli ospedali e le scuole rase al suolo ,nasce in sardegna un movimento per difendere tutta l'italia e viene appoggiato anche da stati esteri quindi migliora sempre il suo modo di difendersi, fin quando arriva ad avere missili ,lanciano missili verso roma solo per difendersi e cercare di fermare questi massacri che da 70 anni uccidono e distruggono il paese ma nulla da fare ,per il mondo rimane sempre terrorista perchè difende casa sua.
mi fermo qui perchè potrei scrivere fino a domani senza fermarmi di questa ingiustizia che spero finisca presto,palestina libera.
millioni di italiani lasciano la loro terra cacciati dalla loro casa mentre altri migliaia arrivano dalla russia, polonia e est europa prendendo tutto quello che c'è senza fatica,distruggono tutte le cose che fanno capire che questa terra era italiana,ogni anno che passa prendono più terreni occupando l'italia,arrivano a roma e fanno strage di cittadini ammazzando migliaia e cacciando la maggior parte di loro, pretendono,raccontando storie false che il vaticano non c'era e prima c'era una sinagoga al suo posto ,quindi proibiscono a tutti i pellegrini di andare a pregare li senza permesso,permesso che viene negato quasi sempre,mandano spesso coloni per provocare i fedeli finchè riescono a dividere il vaticano e ne prendono una buona parte ,i romani iniziano a fare resistenza anche armata per difendersi e il mondo considera questi combattenti terroristi.
molti italiani scappano in sardegna e molti anche vengono mandati li per punizione,la sardegna viene considerata la prigione più grande del mondo perchè è chiusa da tutte le parti,addiritura anche dalla francia ,che un giorno era considerata amica del popolo italiano .
in sardegna la corrente arriva solo per 3 ore al giorno e l'acqua non c'è quasi mai,molti muoiono in ospedale per mancanza di medicine e corrente,la sardegna subisce 5 attacchi che causano la morte di migliaia, la distruzione di tutti gli ospedali e le scuole rase al suolo ,nasce in sardegna un movimento per difendere tutta l'italia e viene appoggiato anche da stati esteri quindi migliora sempre il suo modo di difendersi, fin quando arriva ad avere missili ,lanciano missili verso roma solo per difendersi e cercare di fermare questi massacri che da 70 anni uccidono e distruggono il paese ma nulla da fare ,per il mondo rimane sempre terrorista perchè difende casa sua.
mi fermo qui perchè potrei scrivere fino a domani senza fermarmi di questa ingiustizia che spero finisca presto,palestina libera.
Sulaiman Hijazi
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